La Chiesa e la difesa della vita
Pubblicato da nemesi su 14 Maggio 2008
Da sempre la Chiesa si è schierata duramente contro l’aborto. Nel tempo ha sempre più manifestato la netta lontananza rispetto alla legge 194, ritenuta una “ferita aperta”, motivando che il cattolicesimo sarà sempre in difesa della vita, soprattutto di quella più debole, del nascituro indifeso che non ha alcuna voce in capitolo.
Tralasciando il fatto che la storia ha mostrato una Chiesa che non sempre ha guardato l’uomo come fine e soprattutto non ha sempre salvaguardato la sua vita (guerre di religione, processi per eresia o stregoneria, ecc.), vorrei parlare di un fatto ormai dimenticato, ma tornato alla ribalta su alcuni quotidiani proprio in questi giorni.
Si tratta del processo contro Radio Vaticana, accusata di aver installato ripetitori che generano un forte elettrosmog. Famiglie che abitavano nei pressi di questi ripetitori hanno subito dure conseguenze alla loro salute e alcuni bambini si sono ammalati di leucemia con tassi che trascendono ogni possibile statistica. La Chiesa non è mai intervenuta e non ha mai preso in carico il problema dei potenziali danni subiti: la diffusione del verbo di Santa Romana Chiesa è più importante della salute, ossia, in questo caso il fine giustifica i mezzi, anche se il mezzo è la vita di alcuni bambini innocenti e indifesi.

