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“Il Tempo” lascia il tempo che trova….

Pubblicato da nemesi su 5 Maggio 2008

il tempo... che trovaIn una società democratica i media dovrebbero rappresentare il Quarto Potere, il cane da guardia della democrazia, pronto a scagliarsi e denunciare qualsiasi malefatta di chi è al potere. Il potere ovviamente questo concetto lo ha capito fin da subito e ha trasformato i media in uno strumento per generare consenso. 

Ultimamente però questi presunti organi di informazione stanno esagerando, assorbiti completamente nell’avallare le direttive che arrivano dai vari editori. Grillo si sta scagliando contro tutto questo, a suo modo, forse un po’ populista, ma credo fondato. Per questo motivo in molti stanno cercando di distruggerlo, di demolire, insieme a lui, ogni voce contraria. L’esempio è Anno Zero di Santoro e vorrei a tal proposito commentare riga per riga uno dei tanti articoli che “Il Tempo” ha dedicato a Grillo e compagni.

La cosa interessante è l’assoluta mancanza di razionalità e fondamento nelle argomentazioni. Retorica allo stato puro, tanto quello che conta è la forma. Quando uno urla una verità è pericoloso, quando sono in due o più ad urlare verità contrarie non c’è più una verità e quindi il pericolo è disinnescato.

Vediamo cosa dice Il Tempo del 4 maggio 2008 in merito all’intervento che Petruccioli ha fatto sulla puntata di Anno Zero in cui Santoro ha mostrato alcuni frammenti che Grillo ha tenuto al V2day di Torino: si è scagliato contro Napolitano e Veronesi, quest’ultimo per aver taciuto i pericoli che gli inceneritori hanno per la salute.  Ma veniamo all’articolo.

Poiché non è dato a nessuno, in nome di una equivoca interpretazione dell’articolo 21 della Costituzione, offendere persone e istituzioni impossibilitate a difendersi. Aver mandato in onda, come ha fatto Michele Santoro, brani di una volgarità inusitata di un discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo, scagliatosi per l’ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un’operazione che nulla ha che fare con il diritto di cronaca.

L’inizio è già strepitoso. Ma come: si accusa Santoro di aver fatto parlare Grillo di persone senza che queste fossero presenti? Allora qualcuno mi spieghi perchè nessuno di lor signori “giornalisti” ha mai detto nulla del fatto che Berlusconi da anni va a porta a porta o in ogni altro studio televisivo e parla di tutto e di tutti senza alcun contraddittorio. Ricordo bene una puntata proprio da Vespa in cui insultava Di Pietro senza che lui fosse presente. Oppure quando ha più volte detto che Biagi non è stato licenziato, ma che gli era stata fatta un’offerta poi rifiutata in cambio di lauta buonuscita….. E il contraddittorio qui dov’era? Dove la possibilità di difendersi nel povero Biagi, visto che è morto????

Non parliamo poi del “plurimilionario”. Che cosa c’entra la ricchezza nel giudicare la verità di chi parla? Se uno dice una verità è guadagna 4 ml di euro all’anno allora quella non è più verità? Se così fosse mi chiedo cosa dire sempre di Berlusconi….

Il “martire” della televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha fatto ciò che ha voluto. E quando qualcuno si è permesso di criticarne le gesta, puntualmente s’è dovuto sorbire le reprimende della vera casta, quella che si è arrogata il compito di vigilare sulla libertà d’espressione mancando ad un dovere essenziale: definirne i confini. Confini che, come s’è visto giovedì sera, sono stati abbondantemente travolti da una gestione di “Annozero” a dir poco insultante per tutti gli italiani che pagano il canone e hanno il diritto di assistere a programmi meno velenosi e certamente non ridondanti gratuiti e volgari attacchi a personalità come il presidente Napolitano e al professor Veronesi, oltre che per il contesto francamente inaccettabile sotto il profilo delle elementari norme della civiltà dei rapporti. 

Ottimo esercizio retorico. Si accusa la classe politica di essere una casta e il modo migliore di rispondere è dire che la vera casta non sono i politici, ma quelli che la contestano. L’idea è che dalla televisione di stato non si possono dire certe porcherie, soprattutto contro il presidente della Repubblica e contro l’emerito prof. Veronesi. Bene, su questo sono parzialmente d’accordo: se Grillo chiama “Cancronesi” il prof. Veronesi allora saranno affari suoi, si beccherà una bella denuncia. Ma se nessun organo di informazione non dice  che la fondazione Veronesi è sponsorizzata da Acea, Enel, Pirelli, Eolia, aziende nettamente interessate alla produzione di inceneritori, allora mi preoccupo perchè vuol dire che i giornalisti non fanno il loro mestiere.

Sempre sul fattore canone allora chiedo al Tempo cosa sia giusto dire in grazia del fatto che noi italiani paghiamo la Rai per ciò che trasmette: forse i suoi telegiornali? Forse ascoltare servizi che non mi dicono ciò che davvero dovrebbe interessare me come cittadino? Credo che in realtà il Tempo intenda dire che non è lecito affermare ciò che contrasta lo status quo


Non sarò così stupido da invocare qui censure e sanzioni a carico del responsabile di tale scempio dell’intelligenza: non vorrei che qualcuno tirasse fuori ancora una volta l’icona del martirio massmediale; ma non posso non augurarmi, soprattutto dopo l’intervento di Petruccioli, una profonda riflessione della televisione di Stato sulla qualità dei suoi prodotti.

Su questo sono d’accordo: è necessaria una profondissima riflessione sulla qualità dei prodotti della televisione di Stato.

Potrei perfino essere contento del fatto che Santoro, indiscutibile riferimento di una sinistra in disarmo, carichi le sue trasmissioni di tanta inaccettabile ostilità da avvantaggiare oggettivamente la destra. Ma sarebbe meschino da parte di chiunque declinare un episodio così insopportabile a fini di mero tornaconto politico.

 Annozero” è semplicemente una trasmissione tipologicamente ascrivibile a una televisione non di servizio pubblico. Del resto, il suo ideatore e conduttore ha sempre rivendicato, contro ogni ragionevole richiesta di controllo da parte delle strutture, piena libertà. Gli è stata data: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Adesso se ne fa un caso. Santoro se ne gioverà presso quella parte che mastica risentimento dopo la disfatta elettorale. A noi resta l’amaro in bocca per un servizio pubblico televisivo che fornisce esempi contrari al sentire della stragrande maggioranza degli italiani. Qualcuno dovrà occuparsene prima o poi.

Siamo alle comiche: come sempre se qualcuno dice qualcosa di scomodo è un comunista invidioso….

 

 

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