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Indovina il senatore…

Pubblicato da nemesi su 18 Febbraio 2008

Solo in Italia possono accadere certe cose: un senatore viene incastrato da un attore che gli promette 250 mila euro in nero per cambiare il suo incrollabile rifiuto nei confronti del gioco dei casinò.
 
La cosa è lì, sotto gli occhi di tutti e nessuno fa niente, nessuna procura apre un’inchiesta, nessuno si scandalizza, tutto è perfettamente normale…. perchè meravigliarsi, in fin dei conti così va il mondo.
 
Perchè non mettono la sua bella faccia, il suo bel nome in prima pagina e in televisione, così da sapere chi è che non dobbiamo votare!!!!!!!!!!!
 

ROMA - La caccia è aperta: chi sarà il misterioso senatore pronto a incassare 250mila euro (in nero) per la campagna elettorale, favorendo un sedicente uomo d’affari russo deciso ad aprire nuovi casinò in Italia? E’ un ritratto desolante della politica quello che emerge da Italian job il nuovo programma d’inchiesta con Paolo Calabresi che debutta stasera su La7. 

Trasformista di talento (da Nicolas Cage a Marilyn Manson), Calabresi stavolta indaga sull’Italia dei privilegiati. Basta la telefonata di un sedicente segretario ed ecco che un finto onorevole, interessato alle finali regionali di Miss Italia a Latina, ha un posto sul palco. E il falso politico è accolto a Vinovo, agli allenamenti della Juventus, dove vuole togliersi il capriccio di tirare un rigore a Buffon. Cortese, al sesto tentativo, il portiere lo fa segnare. 

Ma il servizio più forte è quello in cui diventa Sergej Knyazev, boss di una società russa che gestisce casinò: vuole creare una lobby in Italia per cambiare la legge che impedisce di aprire case da gioco. Promettendo mazzette (arrivano a chiedergli 750mila euro) ottiene l’impegno politico del sindaco di un paese del sud, dell’intermediario e di un senatore (visi oscurati, voci contraffatte, i bip coprono le sigle dei partiti). 

Il senatore (primo incontro in un albergo del centro, poi a Fiumicino), ha contribuito a bloccare la legge ma ora è pronto “a verificare la disponibilità” del partito. “Una posizione strumentale” osserva Knyazev. “Politica”, lo corregge il senatore che spiega: “La campagna elettorale è costata 450mila euro, intorno ai 200mila quella ufficiale….”. Il falso manager chiede quanto gli costerà l’operazione, parla apertamente di tangenti: “Dobbiamo fare Tangentopoli, ma con una macchina che funziona bene”. L’intermediario annuisce: “Dobbiamo agire con intelligenza, certo”. 

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