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24 gennaio 2011

L’Ancien Régime

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Studiando la storia ci si stupisce sempre di come nel passato la gente potesse accettare che esistessero degli ordini a cui fosse riservato il privilegio di non pagare alcuna tassa, di non fornire alcun tipo di contributo allo Stato. La cosa che risulta ancor più inaccettabile è che questi ordini, lungi dal non avere le disponibilità per contribuire al benessere pubblico, avessero anche il diritto, sancito per legge, di poter mettere mano alle tasche della gente per il proprio sostegno. Questi ordini nel passato erano la nobiltà e il clero. I primi sono stati spazzati via dalle rivoluzioni dell’età moderna. Così si pensava anche dei secondi, almeno per la maggior parte dei Paesi democratici e liberali dell’Occidente, ma ovviamente non in Italia.

Un tempo la Chiesa non pagava alcuna tassa e aveva il diritto di riscuotere la “decima” che obbligava i contadini a versare decima parte del loro prodotto. Oggi la Chiesa in Italia continua a non pagare le tasse e a ricevere annualmente circa 4,5 mld di euro (la cifra è indicativa e probabilmente approssimata per difetto a causa del fatto che la “Santa sede” in quanto stato autonomo non è costretto a dichiarare e a censire i propri beni e le proprie ricchezze). Oggi la Chiesa riceve dalle tasche degli italiani, per legge, una forma moderna di decima: l’otto per mille. Si tratta di una bellissima invenzione dell’attuale ministro dell’economia Giulio Tremonti. Ogni cittadino quando fa la propria dichiarazione dei redditi decide a chi destinare l’otto per mille di ciò che paga di tasse: ad una qualche confessione religiosa o allo Stato. Il meccanismo è subdolo nel momento in stabilisce che tutte le preferenze inespresse (più del 60% delle dichiarazioni) non debbano essere considerate come soldi da dare allo Stato, bensì da ripartire in base alle scelte espresse. Visto che la Chiesa Cattolica raggiunge la stragrande maggioranza delle preferenze, la Chiesa stessa fa “cappotto” e si porta a casa quasi tutta la torta: nonostante riceva solo il 30% di preferenze incassa quasi il 90% dei soldi. Qualcuno sosterrà che l’ignoranza della legge non è ammessa e che quindi questo è un sistema perfettamente legittimo. Può darsi, a me pare però che sia un sistema per foraggiare una parte importante e potente del Paese togliendo risorse allo Stato.

Un altro importante privilegio dato alla Chiesa è la possibilità di non pagare l’ICI, o come si chiamerà da oggi l’IMU: a tutti gli edifici della Chiesa sarà garantita l’esenzione, anche per gli immobili non legati al culto. Personalmente non sarei nemmeno d’accordo nel garantire tale privilegio ad una parrocchia (la religione è questione personale e saranno i fedeli a sostenere la propria chiesa…), ma ancor meno condivido che tale possibilità possa essere data ad edifici adibiti a fini commerciali. Perché mai un albergo, un negozio, un ospedale o una scuola solo perché di proprietà della Chiesa non dovrebbe pagare le tasse. Perché dovrò essere io cittadino a farmi carico di ciò che, volenti o nolenti, è un privilegio assurdo? Non mi si dica che un albergo svolge finalità di culto. In quell’albergo come in quella scuola occorre pagare e quindi l’attività commerciale e lucrativa dovrebbe togliere ogni dubbio: l’esenzione diventa un ingiustificato privilegio!

Alcuni dicono: quelle risorse sono però l’indispensabile, a volte unico, strumento per fare del bene. Balle. Basta leggere quanto pubblicato dalla CEI: solo il 20% di quanto incamerato dalla Chiesa finisce in opere di carità. La restante parte ricade sotto la generica quanto insondabile dicitura di “esigenze di culto”. Basti un esempio: a seguito dello tsunami la Chiesa pagò uno spot per l’8x mille in cui si sottolineava quanto avevano dato per le persone vittime di quella catastrofe. Bene, lo spot è costato 3 volte l’importo della effettiva donazione….

Dalla nascita della Repubblica moltissimi esponenti della Democrazia Cristiana, pur riconoscendo l’autorità morale della Chiesa, non hanno chinato la testa di fronte a certe pretese che provenivano dal Vaticano. Oggi invece sembra che si faccia gara a esaudire le richieste che arrivano dal clero in barba ai principi liberali.

Quello che sta avvenendo in questi giorni solleva molte domande: perché il clero ha scaricato il cattolicissimo Prodi per il centrodestra? Perché nonostante l’attuale presidente del Consiglio non brilli sicuramente come fulgido esempio di moralità cristiana la Santa Sede, non senza un certo imbarazzo, latita e si limita ad esternare un timido “è necessaria maggiore moralità”?

C’è forse da pensare male di fronte a cambi di rotta come questo?

Ansa – “Niente Imu non solo sugli immobili sede di culto e di proprietà della Santa Sede, ma anche per ospedali e cliniche legate alla Chiesa, scuole private, alberghi del mondo cattolico e oratori. Lo prevede l’ultima versione del decreto del federalismo fiscale sul fisco comunale che mantiene anche per la nuova imposta comunale, che scatterà dal 2014, le stesse esenzioni già previste dall’Ici. Nella precedente bozza di decreto l’esenzione per gli immobili non di culto non era prevista”.

Non è che forse questi politici, al di là dei loro “peccatucci” in fin dei conti rappresentino una granitica sicurezza a mantenere (anzi, decisamente ad incrementare) le risorse economiche della Chiesa? È vero che l’arcivescovo Paul Casimir Marcinkus diceva che la Chiesa non si può governare solo con le Ave Maria, però guardando cosa è diventata la religione cattolica oggi, almeno nei suoi vertici, mi chiedo quanto ci sia ancora dello spirito di Cristo. Non si possono servire due padroni! Eppure oggi come 500 anni fa, Mammona sembra meritare decisamente più venerazione dello spirito di povertà….

16 giugno 2008

L’informazione alla frusta… e alla frutta

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SivlioneOggi il governo Berlusconi sta facendo passare un emendamento al pacchetto sicurezza finalizzato a sospendere tutti i reati considerati “non gravi” fatti prima del 2001. Questo significa che il Berlusca si mette alle spalle anche l’ultima paura di finire in galera, ossia il processo che vede coinvolto anche l’avvocato inglese Mills.

Stasera il TG5 apre il indicando come i principali paesi europei, Gran Bretagna, Francia e Spagna, stanno dando un giro di vite per eliminare i reati che più fanno paura ai cittadini. Un bel servizio preparatorio a cui segue la decisione del governo di introdurre questo bellissimo emendamento.

Poi segue un altro pseudo-servizio in cui si dice che tale decisione serve a salvare i cittadini dai pericoli più gravi….. Ormai il nostro paese è al livello della Colombia…. e nessuno dice niente, nessuno si incazza, nessuno si ribella.

Un tempo la televisione era un forte contropotere perchè la politica non la sapeva usare. Oggi abbiamo l’esempio lampante di come un mezzo come la TV possa essere non solo reso innocuo, ma bensì diventare un’arma vincente per standardizzare la mente e vendere un’ideologia così come la pubblicità vende prodotti.

Credo comunque che questo, nonostante sia ineludibilmente vero, non basti a spiegare cosa siamo diventati. Ormai siamo anestetizzati da una realtà che non vogliamo capire e non vogliamo più vedere, punto.

14 maggio 2008

La Chiesa e la difesa della vita

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Antenne radio vaticanaDa sempre la Chiesa si è schierata duramente contro l’aborto. Nel tempo ha sempre più manifestato la netta lontananza rispetto alla legge 194, ritenuta una “ferita aperta”,  motivando che il cattolicesimo sarà sempre in difesa della vita, soprattutto di quella più debole, del nascituro indifeso che non ha alcuna voce in capitolo.

Tralasciando il fatto che la storia ha mostrato una Chiesa che non sempre ha guardato l’uomo come fine e soprattutto non ha sempre salvaguardato la sua vita (guerre di religione, processi per eresia o stregoneria, ecc.), vorrei parlare di un fatto ormai dimenticato, ma tornato alla ribalta su alcuni quotidiani proprio in questi giorni.

Si tratta del processo contro Radio Vaticana, accusata di aver installato ripetitori che generano un forte elettrosmog. Famiglie che abitavano nei pressi di questi ripetitori hanno subito dure conseguenze alla loro salute e alcuni bambini si sono ammalati di leucemia con tassi che trascendono ogni possibile statistica. La Chiesa non è mai intervenuta e non ha mai preso in carico il problema dei potenziali danni subiti: la diffusione del verbo di Santa Romana Chiesa è più importante della salute, ossia, in questo caso il fine giustifica i mezzi, anche se il mezzo è la vita di alcuni bambini innocenti e indifesi.

12 maggio 2008

Se raccontare un fatto diventa diffamazione

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Marco Travaglio, alla trasmissione condotta da Fabio Fazio “Che tempo che fa” ha parlato del suo ultimo libro. E’ stato oggetto di un durissimo attacco dai principali organi di informazione per aver detto che oggi in Italia l’informazione la decidono i politici e non i giornalisti, per esempio nessuno parla del fatto che la seconda carica dello stato, Schifani, ha avuto rapporti con persone condannate per mafia.

Molti quotidiani e telegiornali hanno titolato: “Schifani diffamato da Travaglio”… l’ennesimo uso criminoso della televisione di stato. Fino a prova contraria Travaglio ha testimoniato un fatto, senza alcuna diffamazione.

Chi rappresenta le più alte cariche dello stato deve essere al di sopra di ogni sospetto. Che nessuno possa parlarne non è testimonianza di vera democrazia… 

8 maggio 2008

Ne prometto 12 e ne faccio 21…..

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ministri.... all'altezzaSilvio Berlusconi aveva promesso una squadra con soli 12 ministri, per cominciare a mostrare al paese che si fa sul serio.

Infatti i ministri sono 21, tra cui una ex-valletta. Beh, tra 12 e 21 cosa cambia? Sempre un “2″ e un “1″ ci sono. Lui non aveva detto l’ordine, sono i giornalisti comunisti che hanno frainteso… come sempre.

L’importante comunque non è la quantità, ma la qualità: abbiamo ministri “all’altezza” del compito di governo…..

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